Fuerteventura, parte dell’incantevole arcipelago delle Canarie, ci ha subito conquistati con le sue spiagge infinite, i paesaggi vulcanici e l’atmosfera rilassata. A differenza della vicina Lanzarote, Fuerteventura ci è sembrata molto più turistica, con cittadine animate e spiagge che si estendono a perdita d’occhio. Tuttavia, non possiamo ignorare come questa crescita del turismo abbia portato alla costruzione di numerosi “eco mostri” che purtroppo deturpano il paesaggio naturale dell’isola, ma ne parleremo meglio nell’articolo. Ecco il racconto della nostra settimana di esplorazione tra spiagge, borghi pittoreschi e panorami mozzafiato.

Introduzione

Noi siamo arrivati in traghetto da Lanzarote, con la macchina che avevamo già noleggiato in quell’isola, ma se vai direttamente a Fuerteventura cambia davvero poco: l’aeroporto dell’isola è a un’ora da Corralejo, prima tappa del nostro tour, e lì puoi noleggiare l’auto con la quale girare l’isola. Fidati di noi, non hai bisogno di nessun SUV o auto 4×4, l’isola si gira tranquillamente con qualsiasi utilitaria (noi avevamo una Renault Clio)!

Giorno 1: Alla Scoperta di Corralejo e Dintorni

Il nostro viaggio è iniziato a Corralejo, una cittadina vivace e piena di vita, molto amata dagli italiani, parecchi dei quali hanno scelto di trasferirsi qui. Il centro città era animato, con vie pedonali affollate, bar sulla spiaggia perfetti per un aperitivo e un lungomare che offriva splendide viste. Tuttavia, il centro di Corralejo può essere caotico e affollato, con strade strette e tante case addossate le une alle altre.

A breve distanza da Corralejo, abbiamo visitato le Dune di Corralejo, un paesaggio desertico che sembrava uscito da un film. Qui, la sabbia finissima si estendeva fino a incontrare il mare, creando un contrasto affascinante. Purtroppo, due enormi hotel rovinano un po’ la magia del luogo ma sì sa, il business viene prima di tutto.

Pop Corn Beach è stata un’altra tappa imperdibile: raggiungibile attraverso una strada sterrata, questa baia è famosa per i suoi particolari coralli essiccati nel tempo che sembrano veri e propri pop corn. Anche se non ci siamo potuti fare il bagno, la vista valeva sicuramente il viaggio.

Infine, soprattutto per chi ama il kite surf, Flag Beach è una destinazione ideale dove abbiamo deciso di passare il pomeriggio in relax: una spiaggia ventosa dove il mare e il cielo si fondono in uno spettacolo perfetto per gli sport acquatici.

Giorno 2: Avventure Vulcaniche e Spiagge Tranquille

Da questo secondo giorno è iniziato il tour vero e proprio dell’isola: abbiamo cominciato la giornata con una passeggiata sul Calderón Hondo, un vulcano dormiente che ci ha regalato un panorama mozzafiato su gran parte dell’isola. Il percorso è semplice, ma le scarpe adeguate sono necessarie per l’ultimo tratto ripido.

Ci siamo poi diretti al Faro del Tostón: situato sulla punta nord dell’isola, questo faro ospita un museo della pesca tradizionale (spesso chiuso), ma la visita è stata breve, poiché il luogo non offre molto altro.

Le spiagge sono state le protagoniste del resto della giornata: Playa de la Concha a El Cotillo ci ha incantati con la sua splendida distesa di sabbia bianca e fine e le acque cristalline, perfette per rilassarci al sole, proprio a due passi dalla cittadina.

Non lontano, la Playa Escalera è stata raggiungibile attraverso una ripida scalinata (dopo una decina di chilometri in auto su strada sterrata) che scendeva dalla scogliera. Qui, la scogliera stessa ci ha protetto dalla forza del vento, rendendo la spiaggia ideale per prendere il sole.

La serata si è conclusa con un aperitivo ed una cena ad El Cotillo, un tranquillo paesino che ospita numerosi camper e van, dove regna la calma e il silenzio.

Abbiamo pernottato a Tefia, in una casa canarina isolata, godendoci un’esperienza autentica, con il cielo stellato e un silenzio assoluto, interrotto solo dal suono di un gekko.

Giorno 3: Tra Borghi Pescatori e Panorami Mozzafiato

Il terzo giorno abbiamo esplorato alcuni dei borghi più affascinanti di Fuerteventura. Los Molinos è un piccolo villaggio di pescatori, nascosto in una baia di sabbia nera. La strada per raggiungerlo attraversa montagne con panorami mozzafiato ma la visita dura pochi minuti: a meno che tu non voglia spiaggiarti, non c’è moltissimo da vedere.

Il Mirador del Morro Velosa ci ha offerto una vista che spaziava da nord a sud dell’isola, ideale per scattare foto memorabili.

A pochi chilometri di distanza, Betancuria emerge tra il verde delle montagne, un contrasto netto rispetto al resto dell’isola. Fondata da Jean de Béthencourt, è una cittadina affascinante con vicoli stretti e una piazza centrale circondata da ristoranti, assolutamente da visitare. Attenzione perché essendo molto caratteristica è anche presa d’assalto da corriere di turisti che la invadono, soprattutto per il pranzo.

Abbiamo concluso la giornata ad Ajuy, un borgo con una spiaggia di sabbia nera e acque calme, perfetto per una passeggiata lungo le scogliere, dove abbiamo preso il sole per il resto del pomeriggio.

Abbiamo poi pernottato a La Lajita, un villaggio tranquillo, abitato principalmente da locali, dove ci siamo rilassati lontano dal trambusto turistico.

Giorno 4: L’Imponente Playa de Cofete

La Playa de Cofete è stata una delle destinazioni più selvagge e affascinanti del nostro viaggio. Per raggiungerla, abbiamo percorso 20 chilometri di strada sterrata, ma la fatica è stata ampiamente ricompensata dalla vista di questa spiaggia infinita e selvaggia, con sabbia dorata e panorami mozzafiato. La strada è percorribile con qualsiasi auto, anche se richiede prudenza.

Nelle vicinanze, abbiamo esplorato il misterioso Cimitero di Cofete e la leggendaria Villa Winter, una villa isolata che nasconde numerosi segreti e leggende. Il tempo ci ha permesso di fare una lunga camminata lungo la spiaggia, un’esperienza che non dimenticheremo.

Visto che a Cofete il tempo non era dei migliori (le montagne spesso bloccano le nubi provenienti dal mare, oscurando il sole per gran parte della giornata), abbiamo concluso la giornata con un tuffo nelle acque cristalline della Playa de Morro Jable, situata all’altezza del faro, perfetta per rilassarci prima di esplorare la parte vecchia della città, ricca di murales e dall’atmosfera autentica, anche se colma di turisti per lo più tedeschi ed inglesi.

Giorno 5: Spiagge da Sogno a Sotavento e Dintorni

La Playa de Sotavento è stata una delle spiagge più spettacolari che abbiamo visto a Fuerteventura. Con la bassa marea, si creano lingue di sabbia che separano il mare da piscine naturali, rendendo il luogo perfetto per il kite surf e per scattare foto incredibili. A causa del vento però questa spiaggia è impossibile da utilizzare per prendere il sole, per cui ci siamo dovuti spostare.

A breve distanza, la Playa Nombre ci ha offerto un riparo dal vento grazie alle montagne circostanti. Qui, abbiamo trascorso l’intera giornata grazie anche alla presenza di un bar/ristorante e servizi come docce d’acqua dolce, una vera rarità sull’isola.

Abbiamo concluso la giornata con una visita a Puerto del Rosario, la capitale di Fuerteventura. La città è molto più grande e popolata rispetto ad altre sull’isola, con un lungomare carino e vie del centro recentemente riqualificate.

Giorno 6: Relax a Corralejo

Tornati a Corralejo, abbiamo trascorso una giornata di completo relax sulla spiaggia. Il vento ci ha dato tregua soprattutto durante la mattinata, il che ha permesso di rilassarci, leggere un buon libro e osservare i surfisti che sfidavano le onde.

Giorno 7: Escursione all’Isola di Lobos

Abbiamo concluso la nostra settimana con un’escursione all’Isola di Lobos, un piccolo paradiso naturale a soli 15 minuti di barca da Corralejo. Qui, abbiamo esplorato a piedi due zone principali: Playa Concha, una piscina naturale protetta da un’insenatura, e Playa de Puertito, con acque basse e cristalline, perfette per un bagno rinfrescante. Un ristorante locale e qualche casa completano questo quadro idilliaco, un vero e proprio paradiso terrestre.

Conclusioni

Fuerteventura è stata per noi una destinazione che ha offerto una combinazione unica di bellezze naturali, avventure e relax. Che tu sia un amante delle spiagge, appassionato di escursioni o semplicemente alla ricerca di un posto dove rilassarti, quest’isola può regalarti tutto ciò che cerchi.

Nonostante il turismo crescente, Fuerteventura mantiene ancora angoli incontaminati e misteriosi da scoprire, anche se stanno diventando sempre più radi.

Purtroppo, la presenza di grandi afflussi di turisti ci hanno fatto preferire, a conti fatti, la vicina Lanzarote, più selvaggia ed autentica rispetto a Fuerteventura, ma quest’isola rimane comunque una meta da visitare per la particolarità e la bellezza del suo territorio.

Come abbiamo accennato all’inizio, purtroppo sull’isola sono presenti numerosissimi eco-mostri che ne deturpano il territorio: abbiamo letto che negli anni ’80 e ’90 l’isola ha conosciuto un vero e proprio boom turistico, e questo ha spinto parecchi imprenditori ad investire, investimenti che poi a causa di crisi economiche non sono andati a buon fine lasciando sul territorio dei veri e propri mostri di calcestruzzo che meriterebbero di essere rasi al suolo.